segunda-feira, 3 de dezembro de 2012

*. Alunni del Sole .*

Album: Jenny e la bambola (1974)
Genre: Prog Rock (Pop/Rock/Symphonic)  /  Italy

Momenti che appaiono rapidissimi,legati al passato attraverso il presente. Il futuro è solo un attimo più in là. Esistono cose,oggetti,persone,che non hanno nè luogo nè tempo. E' come ritagliare un attimo di vita,che ritorna dentro,ascoltando una canzone,rivedendo delle immagini. Questo accade con un disco. Trascina via le emozioni ,diventando un momento di tranquillità. Pausa nella nostra vita di corsa. "Jenny e la bambola...",anno millenovecentosettantaquattro... un anno d'oro per gli Alunni del Sole . Immagini di estate,terrazze colorate da improbabili luci al neon,nelle prime feste tra compagni di scuola. L'attimo del disco lento,della canzone per raccontare a bassa voce,quanto ti è simpatica la ragazza del secondo banco,per cercare di stringerla a te e rubarle il primo bacio. Primi approcci in una adolescenza che viveva di juke box d'estate e di partite di pallone. In mezzo a queste storie una colonna sonora importante. In questo disco si racconta la storia di una donna,che vive un amore ed una maternità repressa. Tra i colori della campagna che cambia,lontano dalla città in cui conobbe il suo amore. Con il desiderio di un estate che finisce e la voglia di reincontrarsi. Una storia divisa in sei atti,un percorso musicale che inizia timidamente. UN MANICHINO IN VETRINA,è lo scenario di un incontro,da cui scaturì la storia. Una stazione ferroviaria ed una donna che aspettava messa come un manichino in vetrina,con una valigia rossa ed una bambola di cartone. Come un quadro questa immagine si staglia ad inizio canzone. Pianoforte,chitarra acustica,con molta delicatezza ed intensità,trapuntata dal basso in sfondo. Una ragazza che attira gli sguardi di tutti,ma non coinvolge i sogni dell'autore.... che immagina di camminare con lei. Per le vie del mercato,tra i complimenti della gente.. e sconfitto pensa".. che io per primo glielo avrei voluto dire.. "Un inizio dolce,senza eccessi,per una canzone che apre un lavoro bellissimo.. "E man mano si sgualciva quel suo lungo vestito indiano.." ...attimi di suggestiva bellezza. Provate a chiudere gli occhi e vivrete un film in bianco e nero... La batteria entra nella conclusione di brano che si trascina con grande musicalità,fino alla divisione di violini che aprono le scene alle mandole. Suono mediterraneo,le radici partenopee sono evidenti. LA BAMBOLA DI CARTONE,descrive una scena tra la donna,ancora adolescente e la sua bambola. Quasi in un mondo interiore che si allontana dalla realtà. Un amore che si schiude e ripone le sue ansie nel simbolismo..." ..un vestitino le aveva fatto per coprirla e sopra due fiori di carta ricuciti a mano.Poi le truccava il viso come fanno le donne,se la cullava e ripeteva cantando..nananana..nanananaa.."Ed i ritornelli diventano poesia" La stringeva al petto quella bambola di cartone e piano piano si allontanava su un treno che la portava via.. io le gridavo qualcosa come,amore,amore,amore,invece lei non riusciva a parlarmi.. "Un amaro distacco,tra lei che va ed un cuore infranto che resta. Paolo Morelli,imbastisce una storia di velata malinconia,musicata con delicatezza dove c'è ampio spazio per le performance di tutto il gruppo. L'ultima strofa è quella di maggiore intensità ,con la batteria di Giulio Leofrigio che descrive il suono del treno... QUELLE SERE IN RIVA AL MARE UN ORCHESTRINA SUONAVA DA LONTANO..... Apertura sinfonica e refrain.. "felici eravamo felici ma... na na naanaa.. "l'inciso di Jenny.. ci trasporta in questo episodio strumentale. Mai titolo fu così suggestivo,pianoforte,chitarre,pause e ripartenze.. e la voce sussurrata in un ritornello.. "naaa nananana naaa..." Accenni di musica etno prog,con flauto, tastiere e violini. Un viaggio tra le luci delle lampare nelle barche sul mare,ed ombre di gente che balla,proiettate sul pavimento... E' ancora la musica tra armonica e piano che regala una "perla" JENNY E LA BAMBOLA (I parte)... Si parla di lei che racconta di un suo amore di città per un ragazzo più grande. La campagna accoglie con i suoi colori cangianti,il suo distacco provocato dai genitori... Ed una bambola regalata,diventa la proiezione dei suoi desideri ".. le fantasie già di una donna si immaginava e,sempre più di scappar via si convinceva,di tanto in tanto nello specchio si guardava e con gli spilli un pò di gonna si scorciava,così da qualche tempo andava in giro e la dimenticava,ma al suo ritorno in punta di piedi la riabbracciava.." Il mondo le gira intorno al suono della musica,con una maternità repressa che "le procurò qualcosa in più di un dispiacere... qua e la tra i vetri della casa si spostava il sole.." Una conclusione cadenzata da un suono di mandolini.... JENNY E LA BAMBOLA (II parte).. l'ariosa "overture" classica,regala la suggestione del reincontro tra la bambina ormai diventata donna e la bambola.. Nel suo mondo di sogni,relegati in soffitta,riportando via quel simbolo della sua giovinezza.... Tra le musiche lente,con ampie orchestrazioni,molto belli gli arrangiamenti di Tony Mimms.....Tanto spazio al pianoforte che duetta con gli archi.... reminescenze di "Dove era lei a quell'ora",con l'alito di vento dei mandolini ed un assolo di violino che anticipa un refrain tra tastiere che lentamente si identificano nel pianoforte.... JENNY... inesorabile storia tra lui e lei. Promesse scambiate,dimenticate,in una canzone simbolo degli Alunni del Sole. Particolare il gioco tra chitarra acustica arpeggiata e basso,bella l'interpretazione e sempre misurata e pronta ad esplodere la batteria. La particolarità di questa canzone nell'album è la sua lunghezza. A differenza del singolo,il gruppo si sbizzarrisce musicalmente.. Tutto inizia dopo il ritornello di Paolo Morelli,in un costante crescendo.. ecco la chitarra elettrica di Bruno Morelli che in un assolo,taglia come lama il tappeto sonoro tra il basso di Giampaolo Borra e le drums di Giulio Leofrigio,mentre Paolo Morelli continua a cantare. E' molto trascinante questa porzione strumentale,si aggiunge un organo Hammond,tastiere e chitarre svisate... per concludere la storia di Jenny e la bambola. UN ALTRA POESIA,è la canzone che esula dalla storia. Precedentemente uscito come singolo,partecipò a CANZONISSIMA con notevole successo. Un momento di delicata timidezza".. adesso io vorrei sconfiggere con gli occhi ,gli occhi tuoi.. "Un arrangiamento molto bello,dal testo importante e molto dolce.... CANZONI D'AMORE,lato B del singolo "E mi manchi tanto",è un intenso "cammeo" "Il fiume è là e tutto si dissolve,non resta più niente intorno a noi. Io scriverò,io ti dedicherò canzoni d'amor." Attimi che diventano immagini e suoni,dentro le nostre giornate,dentro i nostri momenti "JENNY E LA BAMBOLA..." schiude il suo mondo,come uno scrigno dalle innumerevoli emozioni. Dal primo contatto con la copertina si comprende quello che ci può regalare. Un primo piano di profilo di una donna mediterranea. Con una bambola colorata stretta al petto,che si staglia dallo scialle nero. Sullo sfondo in bianco e nero,in dissolvenza la copertura della stazione ferroviaria di Milano. Aprendo la copertina e guardandola orizzontalmente,diventa un poster. C'è sempre la stessa ragazza di profilo in bianco e nero e la bambola colorata,che delicatamente si staglia tra fiori in penombra. Nel lato esterno della stessa,vi sono i testi e la foto del gruppo che c'era nel LP "Dove era lei a quell'ora". JENNY E LA BAMBOLA,fu uno dei primi concept album della musica italiana. Decretò il successo di critica e di pubblico del gruppo. Ritagliando lo spazio sentimentale e di autore nel mondo dei gruppi pop italiani. Un disco imperdibile nella musica italiana. Differentemente da "...E mi manchi tanto ",questo LP ha una forte connotazione strumentale e melodica. Ribadendo le sonorità mediterranee e acustiche, mai sopra le righe. La storia narrata potrebbe essere trama di un film.... Un disco imperdibile,intimo a volte malinconico,ma con momenti di elegante personalità musicale. Recensioni di "Fulvio D'ascola" (www.sezionemusica.it).

RATING:  8 / 10

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