segunda-feira, 18 de junho de 2012

*. Enzo Maolucci .*

Album: Barbari e Bar (1978)
Genre: Prog Rock (Pop/Rock)  /  Italy

Ah, Enzo Maolucci. E chi se lo ricorda? Solo qualche nostalgico degli anni settanta, forse. E questo mi fa incazzare, a dire il vero. Perché i brani di Maolucci dovrebbero essere suonati e ascoltati anche dopo (quasi) trent’anni, per la loro attualità e lucidità. E allora bando all’imbarazzo di conoscerlo personalmente, parliamone. E’ il 1978 quando viene pubblicato questo secondo LP del cantautore rock torinese e già dal titolo si ha un’indicazione del tema portante dei brani, cioè uno sguardo cinico e fulminante sui bar cittadini e i loro abitanti. I barbari. Ma chi sono i barbari? Quelli con i capelli lunghi e l'orecchino e l'anima nel sacco pelo? No, i barbari sono... sono...  quelli raccontati da Enzo con la sua voce potente e il suo approccio ironico, sono alcolisti incalliti e derelitti (nella ballata malinconica “Al bar di Vasco”),  tossici che uccidono per una dose (nell’amara  “Al bar Elena”) o semplicemente quelli che dicono la verità, dicono tutto (Enzo stesso nell’autobiografica e surreale “Chi ha interrotto Stockhausen”). 
Recensione di "Beppe Donati" (www.musichunter.it).

RATING:  7.5 / 10

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